La rachicentesi (puntura lombare o LP) è una procedura utile per l'analisi del liquido cerebrospinale (CSF) in diverse patologie neurologiche, sia acute che croniche.
È fondamentale tenere in considerazione sia le controindicazioni assolute sia gli accorgimenti tecnici necessari per una corretta e sicura esecuzione.
Le controindicazioni che rendono la rachicentesi rischiosa o inappropriata includono:
Necessità di Neuroimaging Preliminare: È preferibile ottenere un esame di imaging cerebrale (come una TC) per escludere controindicazioni in situazioni specifiche, tra cui:
Per eseguire correttamente la rachicentesi, si utilizzano specifici accorgimenti tecnici:
1. Valutazione del rischio emorragico e tromboembolico: La decisione di sospendere o meno la terapia deve essere guidata dalla stratificazione del rischio tromboembolico (es. CHA₂DS₂-VASc, storia di stent, recente ictus) e del rischio emorragico (HAS-BLED, caratteristiche del paziente e della procedura).
2. Strategie di sospensione dei DOAC:
3. Strategie di sospensione della doppia antiaggregazione:
4. Tempistiche di ripresa dei farmaci: Riprendere DOAC e antiaggreganti 24-72 ore dopo la procedura, in assenza di complicanze emorragiche.
5. Ruolo dei test di funzionalità coagulativa e piastrinica: Il testing di routine non è raccomandato, tranne in casi selezionati (urgenze, dubbio sull’aderenza, insufficienza renale severa, interazioni farmacologiche).
6. Limiti delle evidenze: Le evidenze sono limitate per pazienti con stent recente, doppia antiaggregazione, insufficienza renale avanzata e procedure urgenti. La gestione deve essere individualizzata e multidisciplinare.
In sintesi: sospendere i DOAC almeno 2 giorni prima (3-4 giorni se funzione renale ridotta), sospendere i P2Y12 inibitori 5-7 giorni prima, continuare aspirina se possibile, riprendere i farmaci 24-72 ore dopo la procedura, e non eseguire test di routine sulla funzionalità coagulativa o piastrinica.
Si suggerisce di approfondire le evidenze specifiche sulla sicurezza della rachicentesi nei pazienti in doppia terapia antiaggregante, soprattutto in presenza di stent coronarico recente, per valutare protocolli o studi che supportino la sospensione o la prosecuzione dei farmaci in questa sottopopolazione.
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