🩸 PROTOCOLLO EMERGENZE IPERGLICEMICHE ADULTO

📋 Guida rapida

Questo protocollo fornisce un approccio strutturato per il trattamento delle emergenze iperglicemiche nell'adulto. Il diagramma di flusso principale guida attraverso quattro scenari clinici distinti, dal più semplice (iperglicemia isolata) al più complesso (stato iperosmolare). Ogni passaggio è supportato da BOX dettagliate con dosaggi specifici e parametri di monitoraggio.

Il protocollo segue un approccio a tre pilastri: correzione della disidratazione (priorità assoluta), gestione degli elettroliti (specialmente potassio), e somministrazione di insulina quando appropriata. La comprensione di questa sequenza è fondamentale per un trattamento sicuro ed efficace.

🔍 Sezioni del protocollo

📊 ALGORITMO DECISIONALE

Per visualizzare il diagramma di flusso decisionale completo:

📊 Visualizza Algoritmo Decisionale

Il diagramma include tutti i percorsi terapeutici per i diversi scenari clinici

🔍 FATTORI PRECIPITANTI DA INDAGARE
Fattori precipitanti comuni delle emergenze iperglicemiche:
• Infezioni: UTI, polmoniti, sepsi, ascessi
• Farmaci: corticosteroidi, diuretici tiazidici, antipsicotici
• Patologie acute: IMA, ictus, pancreatite, embolia polmonare
• Non aderenza: omissione insulina, errori dosaggio
• Stress fisici: chirurgia, traumi, gravidanza
• Sostanze: alcol, cocaina, marijuana
• Endocrine: ipertiroidismo, sindrome di Cushing
• Tecniche: malfunzionamento microinfusore, siti di iniezione
• SGLT2-inibitori: chetoacidosi euglicemica (glicemia anche <200 mg/dl): sospendere, dosare sempre i chetoni
🧪 CRITERI DIAGNOSTICI (consenso ADA/EASD/JBDS/AACE/DTS 2024)
DKA (tutti e tre): glicemia ≥200 mg/dl o diabete noto (anche euglicemica) + β-idrossibutirrato ≥3,0 mmol/L (o chetonuria ≥2+) + pH venoso <7,30 e/o HCO₃⁻ <18 mmol/L. Il gap anionico non è più criterio obbligatorio.
• Lieve: pH 7,25-7,30, HCO₃⁻ ≥15, vigile → reparto/osservazione, possibile insulina SC (BOX 3bis)
• Moderata: pH 7,00-7,24, HCO₃⁻ 10-14,9, vigile/sonnolento → area semi-intensiva
• Severa: pH <7,00, HCO₃⁻ <10, β-OHB >6, stupor/coma → terapia intensiva

HHS: glicemia ≥600 mg/dl + osmolalità efficace (2×Na + glicemia/18) >300 mOsm/kg (o totale >320) + assenza di chetoacidosi significativa (β-OHB <3, pH ≥7,30, HCO₃⁻ ≥15) ± alterazione dello stato di coscienza. Forme miste DKA/HHS nel 25-30% dei casi: trattare come DKA con attenzione all'osmolalità.
🍬 IPOGLICEMIA (cenni, ADA Standards 2025)
• Livello 1: <70 mg/dl • Livello 2: <54 mg/dl • Livello 3: evento severo con necessità di aiuto esterno, indipendentemente dal valore
• Paziente cosciente: 15-20 g di glucosio per os (zucchero, succo), ricontrollo dopo 15 min, ripetere se <70; poi carboidrati complessi
• Incosciente/non collaborante: glucosio EV 15-25 g (50-75 ml di glucosata 33% o 150-250 ml al 10%) in 1-3 min, oppure glucagone 1 mg IM/SC o 3 mg intranasale (poco efficace se glicogeno esaurito: etilisti, digiuno, epatopatici) → glucosata 10% in infusione se da sulfaniluree/insulina lenta (ipoglicemia protratta, osservare ≥24 h)
• Nel malnutrito/etilista: tiamina 100 mg EV insieme al glucosio (prevenzione Wernicke) • Ricercare la causa (farmaci, sepsi, insufficienza renale/epatica, surrenalica)

BOX 1 - CORREZIONE DELLA DISIDRATAZIONE

La correzione della disidratazione è la priorità assoluta in tutte le emergenze iperglicemiche. Una corretta reidratazione da sola può ridurre la glicemia di 50-90 mg/dl/ora attraverso il miglioramento della clearance renale del glucosio.

🎯 Principi fondamentali della reidratazione

Dopo la prima fase scegliere il liquido in base al sodio corretto (Na misurato + 1,6 mEq/L ogni 100 mg/dl di glicemia oltre 100): se normale o alto passare a NaCl 0,45% (250-500 ml/h), se basso continuare con l'isotonica. Quando la glicemia scende sotto 250 mg/dl aggiungere glucosata 5-10% mantenendo la glicemia a 150-200 mg/dl (DKA) o 250-300 mg/dl (HHS) fino alla risoluzione. Nello HHS la riduzione dell'osmolalità non deve superare 3-8 mOsm/kg/h e quella del sodio 10 mEq/L/24h.

📊 Schema infusione soluzione fisiologica 0.9%

Fase Velocità Volume Supplemento K+
Ora 11000 ml/h1000 mlNo (valutare K+)
Ore 2-3500 ml/h1000 mlBOX 2
Ore 4-9250 ml/h1500 mlBOX 2
Ore 10-24150 ml/h~2000 mlBOX 2
Il deficit idrico è di circa 100 ml/kg nella DKA e 100-200 ml/kg nello HHS: metà va reintegrata nelle prime 8-12 ore e il resto nelle 24-36 ore successive (4-6 litri nelle prime 24 ore). Nell'anziano, nello scompenso e nell'insufficienza renale velocità dimezzate e valutazione clinica frequente. Monitorare segni di sovraccarico idrico: edema polmonare, distensione giugulare, crepitii polmonari.

BOX 2 - CORREZIONE DELLA POTASSIEMIA

Il deficit di potassio corporeo totale (3-5 mEq/kg) è pressoché costante nella DKA, anche se la potassiemia iniziale è normale o elevata per lo shift transcellulare dovuto ad acidosi e deficit insulinico. Se K+ < 3,5 mEq/L la correzione deve precedere l'insulina.

⚡ Principi della gestione del potassio

Non somministrare bicarbonato di routine. Può essere considerato solo se pH <7,0 (consenso 2024; ADA precedente <6,9) o iperkaliemia minacciosa con alterazioni ECG: 100 mmol di NaHCO3 in 400 ml di acqua/SF con 20 mEq di KCl in 2 ore, ripetibile ogni 2 ore fino a pH ≥7,0, controllando il potassio.

📊 Supplementazione potassio cloruro

K+ (mEq/L) Supplemento Velocità max Monitoraggio
>5.0-5.5❌ Nessuno; iniziare l'insulina-Controllo ogni 2h
3.5-5.0KCl 20-30 mEq per litro di liquidi (target K+ 4-5)10-20 mEq/hControllo ogni 2h
<3.5🚨 Rinviare/sospendere l'insulina; KCl 10-20 mEq/h fino a K+ ≥3,520 mEq/h in periferica (fino a 40 mEq/h solo in terapia intensiva via CVC)ECG + K+ ogni 1h
Dose massima di potassio: 0,5 mmol/kg/h (paziente di 70 kg: 35 mEq/h) e comunque non oltre 20 mEq/h in vena periferica senza monitoraggio ECG continuo. I fosfati possono essere indicati solo se la fosfatemia è molto bassa (< 1 mg/dl): 20-30 mEq di fosfati per litro di soluzione, monitorando la calcemia per evitare tetania.
La correzione spontanea dell'acidosi avviene con l'idratazione e l'insulina. I bicarbonati possono paradossalmente peggiorare l'acidosi intracellulare e ritardare la clearance dei chetoni.

BOX 3 - TERAPIA INSULINICA ENDOVENOSA

Non iniziare l'INSULINA se K+ < 3,5 mEq/L (consenso 2024; soglia precedente 3,3): prima reintegrare il potassio. L'insulina si inizia dopo la prima ora di reidratazione, con K+ ≥3,5 mEq/L.

🎯 Indicazioni alla terapia insulinica EV

Utilizzare INSULINA ad azione RAPIDA: insulina umana (Actrapid, Humulin R, Insuman R), analogo rapido (Aspart, Fiasp, Novorapid), Glulisina (Apidra mai in sol glucosata o Ringer), Lispro (Lispro, Humalog 100, non usare Humalog 200)

💉 Preparazione e somministrazione

Modalità Preparazione Dose iniziale Note
Pompa siringa 50 UI in 50 ml SF 0.9% (= 1 UI/ml) 0.1 UI/kg/h (senza bolo; eventuale bolo 0,1 UI/kg solo se ritardo nell'avvio) Max 15 ml/h iniziali
Pompa volumetrica 50 UI in 500 ml SF 0.9% (= 1 UI/10 ml) 0.1 UI/kg/h Calcolare ml/h per peso

📈 Algoritmo di aggiustamento insulina

L'insulina EV ha emivita di 5-10 minuti. Gli aggiustamenti di dose hanno effetto rapido, ma la sospensione improvvisa può causare ricaduta rapida in chetoacidosi.

BOX 3bis - TERAPIA INSULINICA SOTTOCUTANEA

📋 Quando utilizzare la via sottocutanea

L'insulina ad azione rapida può essere somministrata s.c. se non è presente chetosi o nelle forme di DKA meno severe. La via sottocutanea è appropriata per iperglicemia semplice o chetosi lieve senza acidosi significativa. Non utilizzare in DKA grave o stato iperosmolare dove è necessario controllo fine della glicemia.

🎯 Criteri per terapia SC

Schema sottocutaneo con analogo rapido (consenso 2024): 0,1 UI/kg ogni ora oppure 0,15-0,2 UI/kg ogni 2 ore (eventuale dose iniziale 0,2-0,3 UI/kg); quando la glicemia scende sotto 250 mg/dl dimezzare la dose (0,05 UI/kg ogni ora o 0,1 UI/kg ogni 2 ore) e aggiungere glucosata, mantenendo la glicemia intorno a 200 mg/dl fino alla risoluzione. Attenzione all'azione insulinica residua delle dosi precedenti: pericolo di ipoglicemie!

⚠️ Precauzioni specifiche per via SC

Anche con insulina SC, mantenere sempre correzione della disidratazione e monitoraggio elettrolitico secondo BOX 1 e 2. La via di somministrazione dell'insulina non cambia gli altri aspetti del trattamento.

BOX 4 - MONITORAGGIO CLINICO-LABORATORISTICO

Il monitoraggio intensivo è essenziale per prevenire complicanze iatrogene: ipoglicemia, ipopotassiemia, edema cerebrale, e correzione troppo rapida dell'osmolarità.

📊 Frequenza dei controlli

Parametro Frequenza Note speciali
Glicemia capillare Ogni ora Point-of-care preferibile
Ketonemia capillare Ogni ora se elevata Target < 0.6 mmol/L
Parametri vitali Ogni ora PA, FC, FR, temperatura
Bilancio idrico Ogni ora Input/output accurato
Elettroliti, EGA Dopo 2h, poi ogni 4h K+, Na+, Cl⁻, HCO3⁻, pH
Creatininemia, osmolarità Dopo 12h Monitorare fino stabilizzazione

🎯 Parametri target del trattamento

Registrare i dati riportando attentamente la quantità di insulina, di liquidi e di potassio somministrati. Eventuali altri accertamenti sulla base del quadro clinico (ECG, Rx Torace, TC cerebrale, emocoltura, betaHCG).
Il deterioramento neurologico durante il trattamento può indicare edema cerebrale (più comune nei giovani) o correzione troppo rapida dell'osmolarità. Richiedere consulenza neurointensivistica immediata.

BOX 5 - FINE PROTOCOLLO E TRANSIZIONE

✅ Criteri oggettivi per l'interruzione del protocollo

DKA risolta (consenso 2024) se β-idrossibutirrato <0,6 mmol/L e pH venoso ≥7,30 oppure HCO₃⁻ ≥18 mmol/L. HHS risolto se osmolalità <300 mOsm/kg, glicemia <250 mg/dl, diuresi >0,5 ml/kg/h e stato cognitivo recuperato. La normalizzazione della glicemia da sola NON è un criterio di risoluzione. L'infusione EV si sospende solo quando il paziente si alimenta e 1-2 ore dopo la prima dose di insulina SC.

🎯 Criteri di risoluzione (TUTTI devono essere presenti)

Parametro Target per fine protocollo Note cliniche
Ketonemia < 0.6 mmol/L Indicatore più sensibile
pH venoso ≥ 7.30 Risoluzione acidosi (basta uno tra pH e bicarbonati)
Bicarbonati ≥ 18 mEq/L Riserva alcalina ripristinata (in alternativa al pH)
Osmolalità (HHS) < 300 mOsm/kg + glicemia <250 mg/dl + diuresi >0,5 ml/kg/h + stato mentale recuperato Normalizzazione stato idrico
Alimentazione Ripresa normale Tolleranza orale ripristinata

🔄 Schema di transizione insulinica

La transizione alla terapia sottocutanea è il momento più delicato: mantenere overlap di 1-2 ore tra infusione EV e prima dose SC per evitare ricaduta in chetosi.

🩺 Gestione finale

Il 15-20% dei pazienti con primo episodio di DKA hanno esordio di diabete tipo 1. La consulenza diabetologica precoce è essenziale per distinguere tipo 1, tipo 2, MODY, e forme secondarie.

Contatti: Per segnalare errori o suggerimenti:
o su Matrix o su Delta Chat